Quel momento in cui vuoi mollare…

Ci sono giorni in cui la fotografia sembra una sfida impossibile.

Quella luce che avevi immaginato perfetta non funziona, il soggetto non risponde, il risultato non somiglia neanche lontanamente all’immagine che avevi in testa. È un senso di vuoto che si espande, un fallimento che senti sulle spalle, quasi fosse una colpa.

È quel genere di frustrazione che ti fa pensare: "Ma chi me lo fa fare?".

Eppure, ogni volta che ho provato quella sensazione, ogni volta che ho messo giù la macchina fotografica per qualche ora, qualche giorno o qualche settimana, alla fine sono sempre tornato.

Perché la verità è che la frustrazione non è un errore: è un segnale.

Un segnale che ti dice quanto ti stai mettendo in gioco, quanto stai cercando di andare oltre. Se non fosse difficile, se non ci fossero quei momenti di vuoto, probabilmente non varrebbe davvero la pena.

Pensaci: la fotografia non è mai stata solo premere un bottone. È guardare, sentire, interpretare. È un dialogo con il mondo, e, come in ogni dialogo, a volte non trovi le parole giuste.

A volte parli troppo.

A volte non parli affatto.

Mi ricordo una sessione di ritratti in cui nulla sembrava funzionare. Il soggetto era lì, perfetto. La luce era buona. Ma io non riuscivo a trovare il mio centro. Ogni scatto mi sembrava piatto, privo di vita. Ero arrabbiato con me stesso, con il soggetto, persino con la macchina fotografica.

Poi mi sono fermato. Ho respirato. Ho accettato una cosa: non stavo davvero osservando.

Né il soggetto, né la situazione, né me stesso.

Ero lì, a scattare pensando solo alla foto finale, al risultato. Ma osservare non è un semplice "guardare". È essere presenti.

  1. Ed è proprio nella presenza che tutto prende vita: la magia accade quando ti permetti di osservare davvero, senza fretta, senza aspettative.


Perché la fotografia non è un traguardo. È un viaggio.

E la frustrazione è la bussola che ci indica dove possiamo crescere, dove possiamo scoprire di più.

Quindi, la prossima volta che senti la frustrazione arrivare, ricorda: quella sensazione è lì per insegnarti qualcosa.

Non lasciarti fermare.

Un abbraccio,
Michael

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Ti auguro che…

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Un ritratto, sei anni dopo