Lui sarà il primo

Sai, ho sognato per anni di avere uno spazio mio, ampio, con una bella luce e in un posto che fosse vicino alla natura.

E poi proprio al momento giusto, si è materializzato.

Ho appena finito di imbiancarlo, fatto i vari allacciamenti e stiamo lavorando per inaugurarlo il prima possibile.

Abbiamo anche coinvolto un architetto, pensato ogni singolo angolo perché fosse perfetto non solo per lavorare, ma per vivere. Per condividere. Per creare.

Ed è proprio di condivisione che voglio parlarti, perché il mio nuovo studio sarà il luogo dove far accadere le cose. Il posto giusto per imparare, sperimentare, sbagliare, ridere e crescere.

A partire dal 2025 ci saranno diversi eventi (alcuni già confermati) ma il primo evento che inaugurerà questo spazio sarà il mio workshop “Per non fotografare l’anima”, il 15-16 febbraio.

Un’esperienza intensa di due giorni dedicata alla fotografia di ritratto.

Ricordo che quando ho iniziato a fotografare, ero ossessionato da questa idea romantica di “catturare l’anima”. Pensavo che il ritratto fosse questo, una sorta di finestra sul mistero. Poi ho capito che no, non funziona così. Non fotografiamo l’anima, fotografiamo il nostro modo di vedere l’altro. Costruiamo un racconto, una relazione. Non rubiamo nulla, ma creiamo qualcosa insieme al nostro soggetto.

Ed è esattamente questo che esploreremo durante il workshop.

Non sarà un semplice corso tecnico – anche se parleremo di luce, di distanze, di approccio al soggetto – ma sarà soprattutto un’esperienza per imparare a guardare davvero. Perché guardare non è solo una questione di occhi, è una forma d’amore, di presenza. E il ritratto ci insegna a farlo per davvero.

In queste due giornate lavoreremo insieme, fianco a fianco. Avremo lo studio tutto per noi, con una luce naturale meravigliosa che impareremo a sfruttare al massimo. Ci metteremo alla prova con esercizi pratici, esploreremo come rompere l’imbarazzo, come costruire un dialogo autentico con il nostro soggetto. E poi, la sera del sabato, usciremo a cena tutti insieme in centro a Varese, perché è lì, attorno a un tavolo, che spesso nascono le connessioni più belle.

C’è una cosa che mi ha colpito profondamente dopo l'edizione di "Per non fotografare l'anima" fatta a Genova, una partecipante parlando dell’esperienza, mi ha scritto:

"Il workshop è andato oltre le mie aspettative, non è stato il solito corso di fotografia, ma un cammino dove ho colto una reale trasformazione a step. Infatti ha mantenuto la promessa di sperimentare e integrare un metodo per creare una connessione con il soggetto e vivere la fotografia come un’esperienza. Dopo il workshop mi sento più sicura nel gestire il soggetto e ora metto molta più attenzione in questo, essendo più tranquilla e godendomi l’esperienza senza pensare solo al risultato. Adesso si che sto riuscendo a costruire un dialogo sinergico con il soggetto."

Quando ho letto queste parole mi sono emozionato, perché sono il motivo per cui faccio quello che faccio. Non si tratta solo di scattare foto, ma di trasformare il modo in cui vediamo, in cui ci relazioniamo, in cui viviamo la fotografia.

Ci sono solo 12 posti e ho deciso di aprire le iscrizioni in anticipo solo per gli iscritti alla newsletter con uno sconto speciale per festeggiare questo nuovo inizio assieme.

Se anche tu vuoi metterti in gioco, se senti che è il momento di andare oltre il semplice scattare, questo workshop è per te.

Non importa se sei all’inizio o se hai già esperienza: ciò che conta è la voglia di esplorare.

Ci vediamo il 15 e 16 febbraio, a Varese, nel mio nuovo studio.

Prendi ora il tuo posto al Workshop "Per non fotografare l'anima"


Ti aspetto.

Un abbraccio,
Michael

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E se immaginare il futuro fosse il primo passo?