10 minuti per cambiare la tua fotografia
Ogni giorno siamo invasi da immagini.
Scorriamo distrattamente centinaia di foto: pubblicità, post, storie, feed infiniti.
E spesso sono immagini che non scegliamo, non cerchiamo, ma che finiscono comunque per condizionare il nostro immaginario.
È incredibile come viviamo costantemente immersi in stereotipi visivi che si radicano in noi senza che ce ne accorgiamo.
Quando ci penso mi viene in mente sempre una riflessione di Nausicaa Giulia Bianchi. Prova a fare questo esperimento: cerca su Google immagini di una "ballerina" o "soldati". Noterai che, anche se scattate da centinaia di fotografi diversi, quelle foto si somigliano tutte.
Perché? Perché sono figlie di un immaginario collettivo condizionato, sempre uguale, sempre ripetuto.
Il primo passo per migliorare la propria fotografia è accorgersi di questi stereotipi. Il secondo, altrettanto importante, è cambiare le proprie fonti visive.
Ecco un semplice esercizio che puoi fare oggi:
Prenditi 10 minuti solo per te.
Apri Instagram.
Smetti di seguire tutti quei profili che ti propongono immagini che non risuonano con te, immagini patinate o stereotipate, quelle che non ti ispirano.
Inizia a seguire fotografi che stimi davvero, che ti stimolano, che ti fanno riflettere.
Se ci sono persone a cui tieni, ma che pubblicano contenuti lontani dal tuo sentire, puoi sempre nascondere i loro post e storie.
Cambiare ciò che possiamo controllare è il primo passo per cambiare davvero.
Buona pulizia.
Un abbraccio,
Michael
PS: Se vuoi fare un passo più grande per cambiare il tuo sguardo e trovare un nuovo gruppo con cui crescere, ti ricordo il workshop “Per non fotografare l’anima”, che terrò a Varese il 15 e 16 febbraio.
Due giornate per lasciar andare gli stereotipi, giocare, condividere e lavorare sull’osservazione e sul dialogo col soggetto, senza la pressione del risultato perfetto.
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