THIS GELO

Ricordo quando da ragazzino, avrò avuto circa 12 o 13 anni, andavo a casa di un amico. In sala avevano questa bandiera bianca enorme, con un simbolo di una foglia a sei punte verde. Non era una foglia di marijuana, che conoscevo bene, ma il simbolo della Padania. L’ho capito un giorno a pranzo, mentre i suoi genitori ascoltando Radio Padania Libera commentarono a voce alta: "Che tornino a casa loro, questa città è nostra". Poi fecero tintinnare i loro bicchieri di vino brandizzati.

Quella fu l’ultima volta che andai a casa di quel mio amico.

Qualche mese fa, ho scoperto This Gelo su Instagram. Mia cugina mi aveva mandato un suo reel in cui rappava. Appena ho ascoltato il suo rap in dialetto varesino, ho sorriso. Perché sì, la prima cosa che viene da fare è sorridere ad ascoltare del rap nel tuo dialetto. Però poi, al ricordo di quei bicchieri brandizzati e di quella bandiera, tutto prende una luce diversa.

Anche se sono passati più di vent’anni. Molte cose sono cambiate, ma non tutte.

E voglio credere che persone come This Gelo, con la sua musica, la sua presa di posizione sicura ma non arrogante, possa aiutare a costruire un nuovo immaginario.

Quando è venuto nel mio studio l’ho visto come un combattente, coraggioso ma gentile, forte ma vulnerabile. Non so nulla di lui, a parte le sue canzoni. Ma tanto mi è bastato. Il resto l’ha creato il nostro incontro il mio vedere in lui parte della mia storia.

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Progetto due